giovedì 24 dicembre 2009

Giorno 29 dicembre a Catanzaro quarta edizione dei “Premi Itaca”: gli universitari di Ulixes premiano i calabresi del 2009

Preziosa occasione di riflessione e confronto. Presenti importanti interlocutori regionali.

Giorno 29 dicembre alle ore 17.00 nella sala del Consiglio Comunale di Catanzaro – Palazzo De Nobili, con il patrocinio dell'Amministrazione comunale, si terra' la quarta edizione dei Premi Itaca. L’associazione Ulixes degli universitari di Calabria premiera' i calabresi dell’anno 2009.

Ci si prepara dunque a un momento di riflessione sull’anno appena passato e sulle prospettive future della regione.

Gia' da tre anni, infatti, la manifestazione mira attraverso il dibattito con i premiati e le istituzioni, a realizzare un momento di valutazione e confronto importante dove protagonisti sono i giovani e centrali i problemi dei calabresi.

Un'iniziativa bella e giovane quella dell'associazione che ha avviato da oltre un mese un sondaggio on line tra gli iscritti e i visitatori del sito www.associazioneulixes.org per designare quelli che sono considerati i corregionali più importanti. Quelli che, con il loro contributo, hanno apportato un valore positivo aggiunto ad un anno difficile, difficilissimo per la nostra regione. E' un premio diverso, più vero perche', nel rifiorire di riconoscimenti, quello di Ulixes ha impronta giovane e soprattutto critica. S'inscrive nei percorsi di studio e di analisi condotti con entusiasmo dall'associazione e segna certamente una volonta' chiara dei giovani di Calabria di riprendersi il dibattito, operare giudizi, formare opinione pubblica. Il motto di quest’anno sarà una frase di Seneca, “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Si tratta di un invito alla chiarezza ed alla trasparenza.
Passando ai premiati. Il riconoscimento Cultura andra' all’editore Carmine Donzelli per la grande capacità di valorizzare la cultura italiana e divulgarne le più importanti espressioni, con un occhio sempre rivolto alla tradizione, alla memoria e ad una attenta lettura del meridione. Al giudice Nicola Gratteri il “Premio Itaca” Legalita', per la sua infaticabile e mai doma lotta contro la ‘ndrangheta, operata con i mezzi della magistratura e con la parola, quella parola che apre gli occhi sulle reali implicazioni del malaffare e che può salvare generazioni affascinate dall’illusione di facili guadagni promessi dal crimine. Il “Premio Itaca” Economia a Cangiari, il nuovo brand di moda nato dalla mission di responsabilità sociale del Consorzio sociale GOEL e presentato il 24 settembre 2009 a Milano, durante la Settimana della Moda Donna, con lo slogan “beauty is different”. Per il settore Società civile, sarà premiata la Fondazione Roberta Lanzino, che ha saputo trasformare il dolore di una perdita nella forza per reagire e per aiutare a reagire chi ha vissuto e vive l’orrore della violenza. Un secondo “Premio Itaca” Società civile andrà all’Associazione Città Futura "Giuseppe Puglisi" e al sindaco di Riace, Domenico Lucano per aver trasformato Riace nella città dell’accoglienza, in un momento in cui l’Italia sembra andare da tutta altra parte la Calabria si riconferma solidale e civile. Per il Giornalismo sarà premiato Riccardo Bocca dell’Espresso, per i suoi reportage sulla Calabria ed in particolare sulle “navi dei veleni”. Il “Premio Itaca” Giovani verrà assegnato ai Nonni di Acquaformosa ed al sindaco del centro arbëresh, Giovanni Manoccio, per aver evitato la chiusura della scuola del paese, grande presidio di civiltà e democrazia, sedendosi ai banchi come alunni insieme ai propri nipoti. Promuovendo un ulteriore incontro tra generazioni e riaffermando il valore dell'istruzione pubblica e della mutualità all'interno della comunità di appartenenza.

Una menzione speciale va anche al Comitato Civico Natale De Grazia, per il suo impegno di lunga data contro lo scarico clandestino di rifiuti tossici a largo della Calabria.

La serata del 29 continuerà dalle 22.00 con un importante evento musicale, con ingresso gratuito, offerto alla cittadinanza dall’associazione universitaria calabrese Ulixes e dall’Assessorato alla cultura del comune di Catanzaro: il concerto di musica popolare dei Sabatum Quartet presso il caffè Letterario di Catanzaro in Via Menniti Ippolito.

venerdì 18 dicembre 2009

IL DDL LAZZATI PASSA ALLA CAMERA

Ora si aspetta il voto del Senato, prima delle elezioni regionali


Il disegno di legge Lazzati è passato alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Vola verso il Senato e questa traversata lunga piu' di 15 anni sembra conoscere i suoi giorni più belli e, pare, quelli conclusivi.

Siamo quasi vicini alla meta. E usiamo con convinzione questa prima persona plurale perche', una volta avuto l'avallo del Senato, l'entrata in vigore del disegno di legge deve essere visto come un successo collettivo, uno strumento in piu' in mano all’Italia ed alla Calabria degli onesti, per credere in un futuro di politica più sana, meno corrotta, piu' responsabile.

Quindici anni possono sembrare un tempo lungo, infinito, ma in questo paese strano, tanti sembrano gli anni necessari per approvare e dotare lo Stato di uno strumento importante ed imprescindibile per il contrasto della criminalita' mafiosa.

Il disegno di legge Lazzati, come i calabresi oramai ben sanno, spezzera' e limitera' fortemente la contaminazione mafiosa della procedura elettiva dei candidati di elezioni locali e nazionali, punendo ogni atto di propaganda elettorale da parte dei pregiudicati e punendo anche chi ne ha ricevuto gli illeciti benefici.

Una porta chiusa al voto di scambio.

Un piccolo articolo, una disposizione necessaria che sarebbe ovvia in un paese civile, ma da noi, ha costretto il promotore dell'inziativa, il giudice Romano De Grazia con il suo Centro Studi, a inventarsi eroe, lanciarsi in una battaglia generosa ed estenuante, lunga una generazione.

Ma ci siamo quasi. Ci siamo quasi. Chiediamo ai senatori della Repubblica e ai partiti, a questo punto, di accelerare l'iter e magari poter permettere l'approvazione definitiva prima delle prossime elezioni regionali. Quelle elezioni saranno un punto di non ritorno.

Sarebbe un segnale importante consegnato alle speranze sane dell'Italia e della Calabria, che non si arrendono di fronte al degrado morale e civile.

lunedì 14 dicembre 2009

Soddisfazione per la nuova sistemazione dell’Archivio di Stato di Catanzaro

L’Associazione universitaria calabrese Ulixes esprime grande soddisfazione per la convenzione stipulata tra il Comune di Catanzaro e la Direzione Generale degli Archivi al Ministero per i Beni e le Attività Culturali atta a definire la nuova sistemazione dell’Archivio di Stato di Catanzaro.

Già da alcuni anni Ulixes si era attivata per spingere gli enti locali e l’opinione pubblica ad interessarsi ad una delle più importanti istituzioni culturali presenti in città, facendo, tra l’altro, attivare, dal Ministero, la procedura che garantisce i tirocini di ricerca per gli studenti universitari in Archivio.

Da troppo tempo una generale indifferenza aveva consentito che locali inadeguati custodissero un bene troppo importante per essere mantenuto in condizioni che ne stanno compromettendo la sopravvivenza. Una sala studio separata dal deposito, che poi è l’archivio vero e proprio, ha costituito per decenni un contesto di rischio per la salvaguardia delle preziose carte. Si pensi alle intemperie alle quali faldoni e fascicoli contenenti carte vecchie di secoli (dal Medioevo ai giorni nostri) sono stati esposti per essere trasferiti, ad ogni richiesta degli utenti, dai sotterranei dell’ex convento dei Domenicani (oggi comando regionale della Guardia di Finanza) e in cui il deposito è ubicato, alla sala studio in un edificio ottocentesco della stessa Piazza del Rosario.

Il complesso dell’ex Mattatoio, più tardi Le Botteghe, concesso dal Comune di Catanzaro, sarà adattato dal Ministero dei Beni Culturali ad ospitare l’immenso patrimonio documentale dell’Archivio catanzarese, scrigno della memoria storica del territorio calabrese e del Mezzogiorno, le cui informazioni, i dati conservati, un giorno, anche lontano ci potranno consentire di continuare a scrivere sulla storia della nostra città e della nostra regione.

La costituzione di un centro-laboratorio di restauro della carta e del libro antico, tra i pochi in Italia, che il Ministero ha intenzione di costituire nei nuovi locali dell’Archivio di Stato, oltre ad una sala studio di tutto rispetto e ad un deposito tecnologicamente avanzato rappresentano un elemento centrale per le future politiche culturali del capoluogo. Tutto ciò gratifica gli sforzi di quanti, dall’Amministrazione comunale alle associazioni, ai cittadini, in qualche caso catanzaresi emigrati, agli stessi dipendenti dell’Archivio di Stato, archivisti e collaboratori, in anni e anni, a vario titolo, si sono spesi per accendere i riflettori su una vera e propria emergenza culturale e civile. Per tutti loro, per tutti noi, per l’intera città e la provincia, diremmo per l’intera Calabria, si tratta di una grande vittoria, da condividere. Ed è proprio interpretando i sentimenti di tutte queste persone che un associato di Ulixes, il giovane storico Salvatore Bullotta, dottorando presso il dipartimento di storia moderna e contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, collaboratore dell’Assessorato alla Cultura del Comune e archivista dell’Archivio storico comunale, ha assistito, per gentile concessione del Sindaco Olivo, alla firma della convenzione in Ministero lunedì scorso.

La consapevolezza di essere stati testimoni di un momento positivamente significativo della storia civica della città, ci rende fiduciosi in un nuovo rinascimento culturale e umano per la nostra comunità. Ripristinare la memoria collettiva che un Archivio di Stato rappresenta, vuol dire porre le basi di un discorso sull’uomo e del cittadino, rispettoso del suo passato e perciò attento al suo presente. Anche la prossima apertura dell’altro archivio storico, quello comunale, presso il Complesso Monumentale del San Giovanni, costituisce una tappa di questo percorso.

Alla direzione dell’Archivio di Stato si chiede, invece, di provvedere all’agognato ritorno della carte provvisoriamente trasferite a Lamezia Terme non appena, entro il 2010, la nuova sede nell’ex Mattatoio sarà riadattata e pronta ad essere inaugurata.

I ringraziamenti di Ulixes vanno dunque, al primo cittadino On. Olivo e all’Assessore alla Cultura Argirò, promotore in Giunta di tale soluzione per l’Archivio di Stato catanzarese, che in meno di un anno, trovando la sinergia con l'ex Direttore Regionale dei Beni Culturali Raffaele Sassano, oggi diregente generale al Sottosegretariato Generale, col responsabile sicurezza del patrimonio culturale che ha curato il progetto ing. Paolo Iannelli, naturalmente col Direttore generale degli Archivi Luciano Scala e l'attuale Direttore dei Beni Culturali per la Calabria Francesco Prosperetti, ha condotto in porto l'operazione.

L'Associazione, infine, augura all’Amministrazione comunale di continuare ad occuparsi di tutte quante quelle emergenze bisognose di interventi che si manifestano nella vita della nostra amata città, con la medesima solerzia con cui si è adempiuto alla pratica relativa all’Archivio di Stato.

sabato 14 novembre 2009

Calabria: la comunicazione del malaffare è inequivoca

Ma è necessario un cambiamento


Dai contenuti alle modalità di comunicare della malavita, tutto sembra chiaro: in Calabria le forze democratiche sono minacciate con vigliaccheria.

Il recente "messaggio" al consigliere comunale Andrea Ranieri non lascia spazio ad equivoci: il tuo modo di agire ci costringe ad eliminarti - si vuole intendere - e lo si può fare facilmente. Con la stessa facilità con cui si è depositato una testa di capretto mozzata di fronte la casa del consigliere. Si tratta di una grave intimidazione ad un esponente delle istituzioni e segna un nuovo passo in avanti del malaffare a Catanzaro.

Preoccupante è il ripetersi di simili eventi nel capoluogo di regione dove il tessuto sociale e quello civile diventano sempre più problematici e fragili. Ci spaventa il rischio di un punto di non ritorno che questa escalation può comportare.

Occorre interrogarsi sugli interessi criminali che ruotano attorno alla città di Catanzaro e sull’adeguatezza degli strumenti di contrasto al mondo dell’illegalità con un intervento maggiore, lungimirante e responsabile delle istituzioni nazionali. Si avverte la necessità di un'analisi profonda del tessuto civile in cui questi fatti si verificano, quello calabrese, che conferma tristemente di essere fragile.

Va la nostra solidarietà piena al consigliere Andrea Ranieri e alla sua famiglia per la meschina intimidazione. Ci auguriamo che le autorità competenti possano nel più breve tempo possibile individuare le cause e le responsabilità, per riaffermare i principi di democrazia violati nel capoluogo.

sabato 7 novembre 2009

CASO CARCHIDI: NON CHINARE LA TESTA

Minacce inaccettabili, tanto più perche’ indirizzate all’intera categoria sindacale.

Le esternazioni delle settimane scorse di Daniele Carchidi (Nidil - Cgil) avevano denunciato la totale inaffidabilità dell’azienda Phone Media, incapace di rispondere alla crisi: «innanzi ad una crisi di siffatte proporzioni non e’ nelle condizioni di presentare un serio piano di sviluppo», aveva affermato Carchidi. Il risultato di una politica probabilmente orientata solo al contenimento dei costi e’ ad oggi il mancato pagamento delle mensilità di agosto, settembre ed ottobre ai dipendenti.

I numeri sono ingenti, con 2500 persone a rischio.


Il ritardo nel pagamento degli stipendi e le denunce sulle condizioni igienico sanitarie dei posti di lavoro non sono per altro un problema solo in Calabria, ma in altre sedi in Italia e all’estero.

All’impegno di Carchidi ha fatto seguito la minaccia dei giorni scorsi: il sindacalista e’ stato invitato a “stare alla larga da Phonemedia”. Un messaggio del genere dovrebbe spingere anche i cittadini ad assumere una posizione in senso contrario, di denuncia ed indignazione. In ballo ci sono tante vite costrette gia’ al difficile compromesso di un lavoro, non cosi’ gratificante e chiuso nella durezza del precariato.


Viene spontaneo chiedersi con quale etica, con quale rispetto per i diritti dei lavoratori e della dignita’ umana sia stato possibile tutto cio’.

Ulixes ritiene doveroso unirsi alla solidarieta’ nei confronti dei lavoratori e del sindacalista Daniele Carchidi, vittime di un modo insensato di pensare la democrazia e di fare impresa al sud. Seguiremo gli sviluppi della vicenda e ci associamo pienamente ad una battaglia di democrazia e di lotta contro ogni forma di illegalita’, sciacallaggio e abuso.

ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA CALABRESE ULIXES

sabato 24 ottobre 2009

MANIFESTAZIONE AD AMANTEA PER UNA CALABRIA PULITA

L'associazione universitaria calabrese Ulixes si unisce alla battaglia di denuncia sulla vicenda "navi a perdere", intrapresa dal Comitato Civico Natale De Grazia. Si sente vicina a quell'azione di risanamento promossa con fermezza dalla manifestazione nazionale prevista per sabato 24 ottobre, ad Amantea. Esprime la sua preoccupazione per la questione emergenza ambientale in Calabria e si associa al motto della manifestazione:

"Riprendiamoci la vita, vogliamo una Calabria pulita!"

venerdì 16 ottobre 2009

Toxic waste scandal in Calabria

Fathers have deliberately and repeatedly been poisoning their children. This is what has actually been happening over the last 15-20 years in Calabria, the poorest southern Italian region. At the beginning, the toxic waste scandal seemed an invented story, a legend; in the last few months however, several concrete new elements have surfaced and made this plot as true as it is disgusting. People have come to realise the brutal and most extreme consequences of the eco-mafia affair.

Francesco Fonti, a former ‘mafioso’, has informed investigators that the 'ndrangheta (the Calabrian mafia) made easy and good money by treating toxic dangerous waste, whose legal treatment would have been extremely expensive and politically complicated. The murky affair was not limited to Southern Italian regions but might also have involved Northern African countries. Fonti reported that around 30 toxic ships were sunk off the Calabrian coast by local Mafia and a profit amounting to between 2 and 15 m€ was collected per ship. He declared that in 1992 he was personally responsible for the explosion and the sinking of three ships (Cunsky, Yvonne A and Voriais Sporadais), off the coasts of Cetraro, Maratea and Melito Porto Salvo. Fonti's description of the events appears to be reliable as a recent verification of the ship which was found a few days ago in the Cetraro sea bed was rapidly linked to the Cunsky.

As is usual in such operations, the mafia did not act alone. A strong economic and institutional network with links both within and beyond the Italian borders provided support in masterminding the affair. On the one hand, international and national economic groups were willing to accept a far cheaper alternative for toxic waste treatment. On the other hand, involvement even from the Italian secret services facilitated the organisation of such a complicated criminal operation.

According to Francesco Fonti, the SISMI (Italian Security and Secret Services) was a key figure in mediating all relations between economic powers and local mafias, in addition to guaranteeing extensive political protection for eco-mafia. Luca Barbareschi, Vice-President of the Parliamentary Transports Committee, declared in a recent interview that "international governments agreed on building/accepting a system which enabled them to get rid of dangerous toxic waste. The health of their citizens was their last concern…Secret services played a pivotal role in managing the whole illegal business".

All statements and suspects are now under investigation. Some declarations even suggest that such a large operation might have affected not just the Calabrian coastline but also the Calabrian internal countryside. Another worrying possibility being discussed is whether some of the toxic waste recipients, when prevented from being sunk with the ship, were moved and buried in the countryside. This would explain why in 1990 when a ship stranded over Formiciche's beach, its cargo was never found; scientists then discovered that the cancer index and the radioactive index in the close internal areas were abnormally high.

Whatever judgement is pronounced at the end of the investigation, this toxic waste scandal is likely to add a new and worrying black page in the endless book of mafia's crimes in Southern Italy. Given the relevance and the extent of this affair, we can easily assume that too many people were aware of the operation and that too many people decided to accept the system. For this reason, it is not senseless to state that fathers deliberately decided to poison their own children. State and anti-state (local mafia in primis), have, yet again, cooperated against people's basic rights. People's health was disregarded and people's right to live in a better region was dismissed. We cannot forget that Calabria, a Mediterranean jewel with over 700 Km of blue and transparent sea coasts, relies on a tourism based economy. The consequences of this eco-affair are likely to be devastating for the Calabrian population and for the decreasing number of young people who have stayed in Calabria in the hope of building their future in their own region. Mass migration is expected to continue and is likely to increase.

Calabria has been poisoned yet again. The sun of the formerly prosperous Magna Grecia stands over a moral desert.

VINCENZO CAPELLUPO

giovedì 15 ottobre 2009

Le navi sono tossiche, il futuro a rischio -Ships are toxic, the future at risk

I misteri restano, si infittiscono, dopo le dichiarazioni del pentito Francesco Fonti sullo smaltimento di navi cariche di scorie radioattive al largo delle coste calabresi. Si tratta di una vicenda di dimensioni mastodontiche: la stima è di un business illegale di circa 900 milioni di euro. Si tratta di un capitolo noto alle forze dell’ordine e già da tempo trattato da Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana. La vicenda occupa da circa un mese le prime pagine della cronaca locale calabrese ed è rimbalzata sui media nazionali.

L’attenzione è aumentata dopo che in alcune aree della regione Calabria si è manifestato un aumento di tumori. I comuni di cui si è più parlato sono quelli di Cetraro, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cosoleto, tutti sul mare Tirreno, lungo un’area che attraversa praticamente l’intera costa occidentale della Regione. Ma anche la costa jonica è interessata dal problema: è tornato infatti all’attenzione il caso del misterioso affondamento, nel 1987, della nave Rigel, il cui relitto non è mai stato individuato. Alle autorità marittime ed ai Lloyd’s di Londra vennero infatti fornite delle coordinate sbagliate, che non hanno permesso il suo ritrovamento. Tuttavia questa vicenda ha permesso agli investigatori di intercettare il faccendiere Giorgio Comerio, che avrebbe guidato le operazioni.

Nella pista seguita dalle indagini della magistratura, figura una connessione con l’omicidio della giornalista Rai Ilaria Alpi, avvenuto il 20 marzo 1994 in Somalia. La giornalista stava approfondendo la questione relativa allo smaltimento dei rifiuti tossici al largo delle coste somale. Il nome di Comerio risulta coinvolto anche nella vicenda relativa alla sparizione dei documenti della Alpi dopo la sua morte. Come per altre vicende che coinvolgono la regione, anche in questo caso gli inquirenti si trovano di fronte al “muro di gomma”; un’area di mistero e di mancanza di informazioni univoche sui fatti. Le reticenze, le omissioni e le deviazioni dalla verità non hanno permesso a oggi di identificare i responsabili dell’omicidio della Alpi. Si consideri la pericolosità della vicenda non solo per la Calabria, ma per l’intero mar Mediterraneo e per il resto del mondo. In futuro potrebbero essercene segni più eloquenti dei casi di tumore ad oggi riscontrati. Sarebbero circa trenta le navi che possono alterare in modo permanente gli equilibri ambientali dell’area, sempre che non lo abbiano già fatto.



The mysteries remain, thicken, after the declarations of Francesco Fonti on the disposal of ships carrying nuclear waste off the coast of Calabria. This is a story of colossal dimensions: it’s estimated an unlawful business of about 900 million euros. Fonti was involved in these illegal operations and now is collaborating with the Italian justice to deepen the issue. It’s a chapter known to the police and have long treated by Legambiente, the leading Italian environmental association. The story deals about a month the front pages of local news from Calabria and bounced in the national media.

The attention has increased after that in some areas of Calabria region an augment in tumors has experienced. Municipalities that have been the most talked about are those of Cetraro, Aiello Calabro, Serra d'Aiello, Cosoleto, all on the Tyrrhenian Sea, along an area that crosses almost the entire west coast of the Region. But the Ionian coast is affected by the problem: it has returned the case to the attention of the mysterious sinking in 1987, the ship Rigel, whose wreckage was never found. The maritime authorities and Lloyd's of London were in fact given the wrong coordinates, which did not allow her discovery. However, this incident has allowed investigators to intercept the recruiter Giorgio Comerio, which would guide the operations.

In the track followed by the investigations of the judiciary, there is a connection with the murder of journalist Ilaria Alpi Rai, which occurred March 20, 1994 in Somalia. The journalist was deepening the question of disposal of toxic waste off the Somali coast. The name of Comerio is also involved in the case concerning the disappearance of Alpi’s documents after her death. As with other events affecting the region, even in this case the investigators are facing the "rubber wall", an area of mystery and lack of unique information on the facts. Reluctance, omissions and deviations from the truth have failed to date to identify the perpetrators of Ilaria Alpi’s murder. It’s important to consider the dangerousness of the story not only in Calabria, but for the whole Mediterranean Sea, and the rest of the world. In the future there could be more eloquent signs of cancer cases reported to date. Would be about thirty vessels that can permanently alter the environmental balance of the area, provided that they have not already done so.


MASSIMILIANO NESPOLA - ASSOCIAZIONE ULIVERSITARIA ULIXES

NAVI DEI VELENI IN CALABRIA - Storie di padri che avvelenano i figli

Assume contorni sconcertanti la vicenda che da tempo pone l’Italia e le sue mafie al centro del sistema internazionale illegale dello smaltimento di rifiuti altamente pericolosi. Si sperava fosse una leggenda ed invece no, pian piano stanno emergendo elementi sempre più concreti che evidenziano una drammatica realtà fatta di barbarie e disprezzo della vita umana, in cui i padri avvelenano i figli.


Il termine ecomafie inizia a declinarsi a voce alta in tutte le sue accezioni alimentando continue richieste di chiarezza e di intervento da parte delle istituzioni, non solo nazionali ma anche e soprattutto internazionali. Già, perché la sottovalutazione e il tentativo di provincializzazione dell’accaduto sono un rischio che la popolazione della zona particolarmente colpita dal fenomeno, la Calabria nota anche come la regione più povera d’Europa, non può assolutamente permettersi. La paura è tanta perché a rischio non è solo la fragile economia regionale, basata quasi interamente su turismo e produzioni del territorio, ma è la vita e la salute di centinaia di generazioni a venire. Questo aiuta a rompere il muro di silenzio e di omertà rendendo una leggenda forse a troppi nota una cruda realtà da affrontare a viso aperto.

Le informazioni fornite dal collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta, una delle più potenti organizzazioni criminali al mondo, Francesco Fonti sono sconcertanti e parlano di una prassi per lo smaltimento di scorie tossiche in Italia e nello specifico nel meridione ma anche in Africa. Il metodo era agevole e consentiva altissimi profitti per le cosche calabresi disposte a far scomparire nel nulla, con la complicità anche di settori dello Stato, rifiuti scomodi che nessuno voleva e soprattutto nessuno riteneva opportuno gestire legalmente per gli elevati costi.


Parla Fonti e racconta di circa 30 navi mandate a picco sui fondali della Calabria con profitti che oscillavano per ogni “nave a perdere” dai 4 ai 30 miliardi di lire ovvero all’incirca dai 2 ai 15 milioni di euro. Lo stesso collaboratore, per sua ammissione, pare abbia partecipato all’affondamento con dinamite nel 1992 di tre navi la Cunsky, la Yvonne A e la Voriais Sporadais a largo rispettivamente di Cetraro, Maratea e Melito Porto Salvo procurando un danno ambientale inestimabile nel cuore del Mediterraneo.

Quello che più raccapriccia è però, la fitta rete di protezioni internazionali e istituzionali che le ecomafie hanno avuto ed ora sono al vaglio della magistratura. Coinvolti in questi affari sporchi c’erano non solo lo stato italiano ma anche stati stranieri, grossi gruppi industriali nazionali ed internazionali ed un ruolo determinate, nelle richieste e nei pagamenti, pare essere stato quello dei servizi segreti italiani.


Fonti descrive una procedura dettagliata in cui è direttamente il Sismi (Sistema per le informazioni e la sicurezza militare) a commissionare il lavoro, pagare il compenso ed offrire le coperture alle cosche. Intrecci per altro che non sfuggono nemmeno a Luca Barbareschi, vice presidente della commissione trasporti alla Camera dei deputati che nel corso di una recente intervista al settimanale italiano L’Espresso ha dichiarato «è evidente che a livello internazionale, i governi si sono accordati per affondare scorie radioattive. Dopodiché hanno fatto il possibile per cancellare le tracce fregandosene altamente della nostra salute». E lo stesso Barbareschi ha proseguito durante l’intervista ricordando che «si è proceduto senza scrupoli dopo accordi sottobanco con i servizi segreti».


Un quadro sconcertante che si arricchisce sempre di nuovi sviluppi. Di pochi giorni fa il ritrovamento di un relitto a largo di Cetraro, a conferma delle dichiarazioni di Fonti, che pare poter essere proprio la Cunsky e contenente fusti del genere utilizzato per le scorie tossiche, oltre a due cadaveri. Ma per gli investigatori si fa anche largo una nuova ipotesi; quando lo smaltimento per affondamento non era possibile si procedeva al sotterramento nelle campagne dei fusti incriminati. A conferma di questa teoria viene la vicenda della motonave Rosso arenatasi sulla spiaggia di Formiciche, sulla costa calabrese, nel 1990 ed il cui carico non è mai stato ritrovato anche se l’alto tasso di patologie tumorali ed una serie di analisi sugli indici di radioattività offrono la quasi certezza che i fusti tossici furono seppelliti nell’entroterra, tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello.


Quelle descritte sono delle dinamiche preoccupanti che come spesso accade in questa porzione d’Italia vedono sottile la linea tra Stato ed antistato, con la certezza che fino a questo momento per l’ennesima volta a vincere è la barbarie e a perdere è sempre la popolazione che chiede un intervento più concreto da parte del Governo centrale e teme fortemente il rischio ben noto dell’insabbiamento.

Così i padri avvelenano da generazioni consapevolmente i propri figli; qui in Italia, in Calabria, in quello che era il centro ora dimenticato della civiltà della Magna Graecia.


VINCENZO CAPELLUPO - ASSOCIAZIONE UNIVERSITARIA ULIXES